F-GAS: come funziona l’obbligo di dichiarazione dei gas fluorurati
Gli F-GAS, o gas fluorurati, sono soggetti ad una normativa che comporta alcuni obblighi per gli operatori di postazioni fisse.
Gli F-GAS – sigla che indica i gas fluorurati – vengono normalmente utilizzati per gli impianti di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore e per sistemi fissi di protezione antincendio. Queste sostanze rientrano nella categoria dei cosiddetti “gas serra” e la normativa impone agli operatori di presentare una dichiarazione informativa all’ente di competenza, ossia il Ministero dell’Ambiente, entro il 31 maggio 2018.
Alcune definizioni
In primo luogo è necessario chiarire che con “operatore” la normativa si riferisce al «proprietario dell’apparecchiatura o dell’impianto, qualora non abbia delegato ad una terza persona l’effettivo controllo sul funzionamento tecnico degli stessi». Egli ha l’obbligo di dichiarare all’ente di competenza le informazioni inerenti l’emissione nell’atmosfera di gas fluorurati, relativamente ad: impianti fissi di refrigerazione, impianti di condizionamento d’aria, pompe di calore e dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg, o 6 kg per i sistemi ermeticamente sigillati ed etichettati come tali, o più di gas.
È bene, inoltre, specificare che con: impianti di refrigerazione si fa riferimento a sistemi deputati al raffreddamento di uno spazio di immagazzinamento; con impianti di condizionamento d’aria a sistemi di controllo della temperatura dell’aria in ambiente confinati; con pompe di calore a sistemi capaci di estrarre energia dall’ambiente o da una fonte di calore per poi veicolarla in uno spazio; e con sistemi di protezione antincendio a impianti installati per rispondere a un dato rischio di incendio.
I gas fluorurati interessati dall’obbligo dichiarazione da parte dell’operatore sono gli HFC, PFC e SF6. Questi si trovano nelle tipologie di impianti sopracitate e come agenti espandenti delle schiume dei sistemi di protezione antincendio.
L’obbligo di dichiarazione dei gas fluorurati
Il primo passo che deve compiere l’operatore è quello di verificare il tipo di gas presente nel suo impianto e la relativa quantità, informazioni che possono essere rintracciate sul libretto di uso e manutenzione e sulla targa apposta sull’impianto.
Questi sistemi devono essere sempre accompagnati di un libretto contenente i dati dell’impianto il quale deve essere periodicamente soggetto a controlli per ovviare fughe o guasti.
Nello specifico la dichiarazione obbligatoria da consegnare entro il 31 maggio 2018 deve contenere delle indicazioni relative alle emissioni di gas dell’anno precedente. Nel dettaglio, quanto va comunicato riguarda: i dati identificativi dell’operatore o della persona di riferimento e della sede di installazione, il numero e la tipologia di apparecchiature presenti ed anche le informazioni le informazioni inerenti la sostanza, la carica circolante, la quantità aggiunta e la quantità recuperata/eliminata nell’anno di riferimento, e il motivo dell’intervento.
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