Sicurezza antincendio per fienili e depositi di legna

La sicurezza antincendio per fienili e depositi di legna è un tema centrale per le aziende agricole e per molte altre realtà produttive.

I fienili e i depositi di legname o di altro materiale vegetale infiammabile sono molto comuni nelle aziende agricole, così come in altre realtà produttive che si occupino della produzione o della lavorazione di questi prodotti. Data l’alta infiammabilità di queste sostanze, la sicurezza antincendio per i luoghi di accumulo o deposito, ricopre un ruolo centrale in tema di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Valutazione del rischio

Il D.P.R. 151/11 prevede che i fienili e i depositi di legna possano rientrare tra le attività soggette al controllo di prevenzione antincendio da parte dei Vigili del Fuoco. Nello specifico vengono indicate due principali categorie:

  • Le Attività 36.1: Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero e di altri prodotti affini con quantitativi in massa da 50.000 kg a 500.000 kg;
  • Le Attività 36.2: Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero e di altri prodotti affini con quantitativi in massa > 500.000 kg.

La prima tipologia rientra nella Categoria B, o a rischio medio, mentre la seconda alla Categoria C, o a rischio alto.

In accordo con quanto indicato dal Decreto, le strutture all’aperto con distanze di sicurezza esterne superiori ai 100 metri non sono invece soggette alla classificazione di cui sopra.

In fase di valutazione dei rischio incendi per fienili e depositi di legname i principali aspetti da tenere in considerazione sono:

  • L’individuazione dei pericoli d’incendio (es. sorgenti d’innesco, materiali combustibili o infiammabili, carico incendio, interazione inneschi-combustibili, eventuali quantitativi rilevanti di miscele o sostanze pericolose, lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio o dell’esplosione, possibile formazione di atmosfere esplosive, ecc.);
  • Il contesto e l’ambiente nei quali i pericoli sono inseriti (es. condizioni di accessibilità e
    viabilità, layout aziendale, distanziamenti, separazioni, isolamento, caratteristiche degli edifici, tipologia, edilizia, complessità geometrica, volumetria, superfici, altezza, piani interrati, articolazione planovolumetrica, compartimentazione, aerazione, ventilazione e superfici utili allo smaltimento di fumi e di calore, ecc.);
  • La quantità e tipologia degli occupanti esposti al rischio d’incendio;
  • L’individuazione dei beni esposti al rischio d’incendio;
  • La valutazione qualitativa o quantitativa delle conseguenze dell’incendio su occupanti, beni ed ambiente;
  • L’individuazione delle misure preventive che possano rimuovere o ridurre i pericoli.

Il D.P.R. 151/11 fa coincidere la figura del titolare dell’attività con quella del “responsabile dell’attività” in tema di obblighi sulle procedure autorizzative di prevenzione incendi e della gestione dell’attività.

Misure di sicurezza e di prevenzione

Le misure da mettere in atto per garantire la sicurezza antincendio di fienili e depositi di legna sono riconducibili a quanto indicato nell’Allegato II del D.M. 10/03/2008. Nello specifico è utile suddividerle in misure tecniche:

  • La realizzazione di impianti elettrici a norma;
  • La presenza della messa a terra di impianti, strutture e masse metalliche, per evitare la formazione di cariche elettrostatiche;
  • La realizzazione di impianti di protezione contro le scariche atmosferiche conformi;
  • La presenza di sistemi di ventilazione degli ambienti in presenza di vapori, gas o polveri infiammabili;
  • L’adozione di adeguati dispositivi di sicurezza.

e misure gestionali, come:

  • Il rispetto dell’ordine e della pulizia;
  • L’effettuazione di controlli sulle misure di sicurezza;
  • La predisposizione di procedure di lavoro con l’adozione di misure di sicurezza;
  • La corretta informazione e formazione dei lavoratori.

La messa in pratica di queste misure si configura tra gli obblighi imposti al datore di lavoro in merito all’esercizio delle attività soggette alla verifica dei Vigili del Fuoco e alle normative generali in tema di prevenzione antincendio nei luoghi di lavoro, come il D.Lgs 81/2008 e il D.M. 10/03/2008.

Come prevenire l’autocombustione

Trattando di sicurezza antincendio per fienili e depositi di legna, prevenire l’autocombustione è un aspetto di primaria importanza. I principali responsabili di questo fenomeno sono i prodotti soggetti a fermentazione che, nel corso del processo, possono raggiungere elevate temperature, sufficienti a operare come fonte di innesco. Le principali cause dell’autocombustione, in particolare nel caso di fieno e paglia, ma possibile anche per segatura e foraggi, sono:

  • Presenza di umidità;
  • Scarso ricircolo d’aria;
  • Forte compressione del materiale.

Per ovviare a questi problemi è necessario prevedere dei sistemi per lo scambio corretto dell’aria, come appositi camini, e stoccare il materiale in maniera corretta affinché risulti sempre asciutto e arieggiato. Oltre, naturalmente, a mettere in pratica un’adeguata attività di vigilanza.

I sistemi di protezione

I sistemi di protezione svolgono un ruolo importante per la sicurezza antincendio di fienili e depositi di legna. I principali sono:

  • I rilevatori puntiformi di fumo e calore e i rivelatori ottici lineari di fumo;
  • I dispositivi di allarme acustici e luminosi;
  • I presidi antincendio (es. estintori, idranti, naspi ecc.)

Molto importante, inoltre, risulta il posizionamento di questi depositi lontano da altre aree sensibili dell’azienda, così come la presenza di sistemi di compartimentazione (es. porte tagliafuoco).

Fienili e depositi di legname sono aree particolarmente sensibili in tema di sicurezza antincendio, per questa ragione l’attenzione a loro riservata deve essere massima, specialmente nel contesto di un’azienda agricola.

Fonte: Documento INAIL “Rischio incendio ed esplosione in agricoltura”