Utilizzo di scale non conformi, pericoli e responsabilità. Analisi di un caso.
L’utilizzo di scale non conformi può essere pericoloso e costituire la causa di infortuni anche gravi. Ecco l’esempio di un caso in cui il tribunale si è espresso.
L’utilizzo di scale non conformi durante l’attività lavorativa può mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e condurre, come nel caso preso in esame, a infortuni anche di grave entità. Ma di chi risulta la responsabilità di un infortunio dovuto all’utilizzo di un dispositivo, come una scala, non idoneo al compito e non rispettoso delle norme di sicurezza?
Il caso: una scala non idonea
I fatti presi in esame riguardano l’infortunio di un lavoratore apprendista dovuto alla caduta da una scala a pioli non conforme, da due metri di altezza. L’occasione in cui è avvenuto l’utilizzo del dispositivo non idoneo è stata quella della sostituzione di alcune plafoniere. Il lavoratore salendo su di una scala a pioli, priva di qualsivoglia dispositivo antiscivolo e generalmente non conforme per tale utilizzo, scivola e cade, procurandosi gravi lesioni.
In sede di giudizio di primo grado e di appello, la Corte riconosce la responsabilità dell’accaduto nelle persone del datore di lavoro e di un preposto dell’azienda. Entrambi sono stati imputati del reato di lesioni colpose e derivate dalla violazione della norma in tema di prevenzione dagli infortuni sul lavoro. Per il datore di lavoro la pena riconosciuta è stata di 2 mesi di reclusione mentre per il preposto di un mese e dieci giorni, mentre per entrambi il pagamento delle spese processuali.
Il ricorso in cassazione
Il datore di lavoro e il preposto sono ricorsi in Cassazione portando a sostegno di tale ricorso alcune tesi. La prima riguarda la natura della scala, la quale non avrebbe fatto parte della dotazione dell’azienda e alla cui proprietà non si sarebbe potuto risalire. La seconda riguarda il ruolo del preposto il quale non sarebbe stato cosciente di tale responsabilità. E la terza che propone una versione differente dell’accaduto in cui il lavoratore sarebbe salito spontaneamente sulla scala mentre il preposto si era allontanato nell’atto di recuperare uno strumento idoneo all’operazione.
La Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la sentenza in appello ritenendo le ragioni presentate infondate. Secondo la Corte l’impianto motivazionale della sentenza contestata risultava inattaccabile, rendendo inaccettabili le motivazioni riportate. Il tribunale ha poi ricordato che nei casi di infortunio sul lavoro il datore di lavoro possa risultare esente dalla responsabilità solo quando il comportamento dell’infortunato abbia seguito delle logiche di: eccezionalità, abnormità e esorbitanza, rispetto alla procedura corretta e usuale. In questi casi la condotta del soggetto viene ritenuta negligente e non vi sono responsabilità attribuite che a lui.
L’utilizzo di dispositivi idonei alle operazioni che si stanno svolgendo è di importanza vitale. Il datore di lavoro ha la responsabilità di fornire dispositivi e strumenti di lavoro idonei secondo le normative di sicurezza e, inoltre, di assicurarsi che vengano utilizzati dagli operatori preposti. Mettere la sicurezza al primo posto è una questione di scelte e responsabilità che passa anche dalle dotazioni fornite ai lavoratori.