Rischio cancerogeno per i lavoratori: la situazione in Italia
Il rischio cancerogeno per i lavoratori in Italia è una questione molto seria di cui, ancora oggi, non si è in grado di ottenere una misura affidabile.
Valutare con precisione il rischio cancerogeno per i lavoratori in Italia si sta trasformando sempre di più in un’ardua impresa. Complici di ciò, la mancanza di una ricerca sistematica e approfondita in merito e il sistema sanitario che non è in grado di sostenere un chiaro processo di identificazione e registrazione della distribuzione dei lavoratori a rischio.
I lavoratori esposti al rischio cancerogeno in Italia
Risulta sempre più complesso demarcare nettamente un gruppo di lavoratori esposti al rischio cancerogeno e un gruppo non esposto. Il semplice titolo della mansione non si dimostra un indice efficace nella definizione di una reale esposizione, o meno, alle sostanze definite cancerogene. Un ulteriore aspetto che rende difficoltosa un’analisi accurata risiede nel fatto che sia complesso – e poco indagato – chiarire a quali sostanze, nello specifico, un lavoratore venga in contatto. Questo, come intuibile, rende difficile e nebuloso ogni tentativo di fare chiarezza sul rischio a cui tale lavoratore sia sottoposto. Quanto emerge dalle ricerche, con carattere più di stima che di dato, è che i soggetti potenzialmente a rischio cancerogeno sarebbero nell’ordine delle centinaia di migliaia, sul territorio italiano.
Un insieme di dati, quello oggi disponibile, non certo esauriente che, tuttavia, lascia intendere la misura di un rischio che per ragioni diverse viene, nel concreto, ancora sottovalutato. Tra le causa di ciò, come anticipato, vi sono senza dubbio la mancanza di ricerca e analisi da parte di organizzazioni statali o private, senza dimenticarsi la difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale nella gestione e nel monitoraggio di questi fenomeni. Ciò che risulta chiaro è che il primo passo da compiere è colmare il buco informativo che è andato allargandosi negli ultimi anni, nonché prevedere un rafforzamento degli strumenti analitici, preventivi e d’intervento. Ad oggi ciò che ogni singola realtà è chiamata a fare riguarda una valutazione preliminare accurata dei rischi: sia di carattere qualitativo che quantitativo, in modo da offrire, per quanto è possibile, una certa tutela ai lavoratori esposti.