Cosa fare in caso di furto o compromissione di dati sensibili
Il furto o la compromissione di dati sensibili in possesso di un’azienda prende il nome di Data Breach. Ecco come tutelare la privacy.
Il Data Breach è normalmente finalizzato al furto o alla compromissione dei dati sensibili in possesso di un’azienda. La nuova normativa sulla privacy prevede che realtà in possesso di tali dati rediga un piano di emergenza per gestire tali eventualità e metta in atto delle procedure specifiche per tutelare gli interessati.
Gli obblighi dell’azienda in caso di Data Breach
Il titolare del trattamento dei dati ha l’obbligo di informare il garante della privacy e gli interessati nell’eventualità si verifichino: attacchi informatici, accessi abusivi, incidenti o eventi avversi – come incendi o altre calamità – o si dovesse sostanziare la perdita, la distruzione o la diffusione indebita dei dati trattati. La comunicazione deve essere effettuata entro 72 ore e, nel caso dei diretti interessati, nell’eventualità in cui l’evento mettesse a repentaglio diritti e libertà, il titolare ha l’obbligo di fornir loro un’informazione chiara e precisa, completa di indicazioni circa la migliore modalità di limitazione dei danni.
Le misure preventive
Ogni azienda che tratti dati sensibili ha l’obbligo di redigere un piano di emergenza nell’eventualità di un furto o di una compromissione degli stessi. Nonché di dotarsi di misure preventive idonee alla tutela degli interessati a cui i dati fanno riferimento. Tra queste, in primo luogo, un sistema di sicurezza informatica adeguato che scongiuri a monte l’evenienza di una situazione di Data Breach. Inoltre, tra le misure necessarie, devono essere previsti un backup dei dati sensibili a rischio. Esso consiste in una copia informatica di questi, la quale deve essere parallelamente affiancata da un backup offsite dei dati, ossia di una copia su un dispositivo esterno a quelli dell’azienda. La tutela dei dati, oltre a garantire maggiore sicurezza agli interessati, è anche necessaria per la salvaguardia del patrimonio aziendale. In caso di eventi in cui si verifichi un furto o una compromissione dei dati trattati, l’azienda può subire sanzioni pari al 2% del fatturato, fino a 10 milioni di euro.