Agenti chimici: i rischi delle sostanze inalabili

L’esposizione ad agenti chimici interessa numerosi lavoratori nel nostro paese, con diversi rischi associati alle sostanze inalabili.
I rischi associati alle sostanze volatili fanno parte della categoria più generica dei rischi associati all’esposizione agli agenti chimici. Essi possono essere causa di infortuni, nel caso in cui il danno da essi provocato si manifesti nell’imminenza dell’esposizione, o di malattie, nel caso in cui il danno sia dovuto ad un’esposizione a lungo termine. Vi sono nello specifico diverse tipologie di sostanze inalabili, alla cui esposizione sono associati danni più o meno gravi per i lavoratori.

Le tipologie di sostanze inalabili

Le sostanze assumibili per via inalatoria sono di diverso tipo, riguardante principalmente il loro stato fisico. Tra queste si trovano:

  • I gas: sostanze che assumono la forma e il volume del contenitore o dell’ambiente che le contiene. Esse si trovano al di sopra della loro temperatura critica e possono essere liquefatte solo per compressione o per raffreddamento.
  • I vapori: come i gas non possiedono forma e volume propri ma possono coesistere con il loro stato liquido o solido. Essi si trovano al di sotto della loro temperatura critica quindi possono condensarsi con modalità diverse alla compressione e al raffreddamento.
  • Le polveri: sono delle particelle volatili dello stesso materiale da cui derivano. Hanno una dimensione che va dagli 0,25 ai 100 micrometri.
  • Gli aerosol: si tratta di dispersioni solide o liquide nell’atmosfera. Come nel caso di nebbie (dispersioni liquide) e fumi (dispersioni solide generate da processi chimici o termici).
  • Le fibre: sono particelle allungate, con un rapporto tra lunghezza/larghezza superiore o uguale a 3”.

La parte dell’organismo principalmente interessata dall’esposizione a tali sostanze è il tratto respiratorio, e il loro effetto su di esso dipende dalle dimensioni.

Gli effetti sul tratto respiratorio delle sostanze inalabili

 Secondo la normativa UNI EN 481:1994 le sostanze inalabili vengono divise in tre diverse frazioni, in base al loro effetto sul sistema respiratorio dovuto alle loro dimensioni.

  • Frazione inalabile: fa riferimento a quelle particelle con un diametro aerodinamico fino a 100 μm, le quali possono essere inalate attraverso naso e bocca.
  • Frazione toracica: si tratta di particelle con un diametro aerodinamico fino a 10 μm che riescono a penetrare oltre la laringe.
  • Frazione respirabile: tutte quelle particelle con un diametro aerodinamico mediano di 4,25 μm le quali sono in grado di raggiungere gli alveoli polmonari.

È noto che l’esposizione a quelle che vengono definite polveri ultrafini, con un diametro aerodinamico inferiore agli 0,1 μm e ai nanomateriali, con dimensioni comprese tra gli 1 e i 100 nm, possono anche essere causa di effetti negativi per la salute del lavoratore.
Per queste ragioni è necessario valutare con attenzioni i rischi delle sostanze inalabili con la massima attenzione, mettendo a disposizione dei lavoratori esposti tutti i DPI necessari, in modo da tutelare la loro salute e limitare gli eventuali danni.