Benessere termico e microclima, una questione di numeri
Il benessere termico relativo al microclima di uno spazio si può calcolare, in accordo con la normativa UNI EN ISO 7730.
Il benessere termico di un luogo di lavoro, così come il disconfort, non vengono considerati dalla norma come questioni soggettive, bensì dati misurabili, sui quali impostare la progettazione degli spazi o eventuali interventi su di essi.
Come si calcola il benessere termico di un luogo di lavoro?
In accordo con la norma tecnica UNI EN ISO 7730 vi sono tre indici per determinare il benessere termico di uno spazio: il PMV, ossia il Predicted Mean Vote – voto medio previsto – che tiene conto di dati medi fisiologici relativi al bilancio energetico del corpo umano; il PPD, ossia il Predicted Percentage of Dissatisfied – percentuale prevista di individui non soddisfatti dalle condizioni climatiche dell’ambiente; e gli indici di disagio locale. La combinazione di questi aspetti fornisce un dato relativo al fatto che si possano considerare soddisfacenti le condizioni climatiche di un determinato locale. Gli indici PMV e PPD fanno riferimento a caratteristiche globali dell’ambiente e dei suoi occupanti, mentre gli indici di disagio locale riguardano particolari individui in particolari postazioni nello spazio, soggetti a potenziali fonti di disagio localizzate.
Tra quest’ultimi sono presenti: le correnti d’aria; le differenze verticali di temperatura; pavimenti con temperature estreme (calde o fredde) e asimmetrie radianti, ossia la presenza di superfici con temperature distanti da quella dell’ambiente. Tali indici vengono calcolati su individui soggetti ad attività metabolica leggera, indicativamente seduti. Tutti questi fattori, con l’ausilio di grafici ed equazioni, consentono di valutare matematicamente il grado di accettabilità del microclima di un ambiente. In tal senso la norma UNI EN ISO 7730 contiene dei valori limite di accettabilità per tutti i fattori sopra indicati. Sulla base di questi è possibile definire un ambiente termico moderato quando gli indici assumono dei valori inferiori ai propri limiti di accettabilità. Sulla base dei valori riscontrati è anche possibile definire il rischio microclimatico dell’ambiente in esame o valutarne il grado di benessere termico.