Rischio chimico: i dispositivi di protezione collettiva
Quali sono i dispositivi di protezione collettiva – DPC – per il rischio chimico? Ecco alcune considerazioni per la scelta.
Il rischio chimico interessa diversi settori produttivi e la tutela dei lavoratori passa attraverso diversi accorgimenti di sicurezza. Il primo tra tutti prevede la progettazione di una prassi operativa adeguata con contempli i necessari controlli tecnici; il secondo aspetto riguarda l’adozione di dispositivi di protezione collettiva – DPC – installati alla fonte del rischio rilevato; l’utilizzo degli imprescindibili dispositivi di protezione individuale – DPI; e un’adeguata sorveglianza sanitaria per i lavoratori.
I dispositivi di protezione collettiva per il rischio chimico
Come anticipato, trattando di rischio chimico, i DPC utilizzabili andranno ad agire alla fonte di tale rischio. Le cappe, sono tra i principali adottati, ma non gli unici disponibili. Ecco quali sono i dispositivi di protezione collettiva per il rischio chimico:
- Cappa chimica: si tratta di un dispositivo che grazie ad un sistema di aspirazione convoglia l’aria da un locale verso l’esterno. Grazie alla sua conformazione, fornisce anche una certa protezione da eventuali schizzi, separando di fatto la zona operativa contaminata da quella esterna pulita.
- Cappa filtrata a ricircolo: a differenza della cappa chimica, quella filtrata a ricircolo, reimmetterà l’aria aspirata, e opportunamente privata tramite gli appositi filtri delle sostanze pericoloso, nello stesso ambiente.
- Cappa con aspirazione localizzata: particolarmente adatta all’utilizzo in situazioni a basso rischio, questo dispositivo, al vantaggio di possedere un braccio di aspirazione mobile che può essere posizionato, a piacimento, nelle diverse aree di lavoro.
- Glove-box: si tratta di uno spazio completamente sigillato all’interno del quale è possibile lavorare grazie a dei guanti fissati su una delle pareti. L’aria all’interno viene controllata attraverso l’aspirazione e l’immissione di gas, a seconda del tipo di lavorazione. Il vantaggio della glove-box risiede nella sua capacità di confinamento.
La scelta del corretto dispositivo di protezione collettiva per il rischio chimico, deve dipendere da un’attenta valutazione delle caratteristiche del lavoro, dell’ambiente e del rischio in oggetto. In modo da mettere a disposizione dei lavoratori un DPC adeguato alla specifica operazione. Detto ciò, per quanto sia risaputo che i DPC vadano preferiti ai DPI, l’utilizzo di questi ultimi non può essere evitato in ambienti sottoposti ad un rischio chimico.